Turismo e Storytelling: emozioniamo?

Chi lavora nel settore del turismo, è in continua ricerca di visibilità: più visibilità vuol dire più possibilità di contatti che si possono trasformare in opportunità di guadagno.

Esploratori senza bussola
Dall’avvento dei social chi lavora nel turismo si è fatto prendere dall’ entusiasmo; vedendo in questi mezzi il “nuovo modo” per farsi conoscere e avere più visibilità, ha aperto in piena autonomia account su twitter, pagine su facebook senza sapere chi, perché e come!

La direzione è giusta: cercare nuovi contatti tramite il web è inevitabile, inserire la propria struttura nel web e nel mondo “social” senza una strategia è invece è errato e appartiene ad una logica del passato: persiste l’idea che il web sia ancora effimero e vaporoso e quindi non convenga investire nell’immediato.
“Intanto vedo io come va, poi nel caso mi rivolgo a qualcuno”

Troppo profili sociali e siti web curati poco e gestiti male non servono anzi, riflettono l’immagine di una struttura non adeguata alle aspettative di chi cerca in rete.
Come primo passo è quindi opportuno che l’operatore turistico si adegui e riveda la propria immagine sul web e aggiornare o pensare un’ restyling del proprio sito.

Storytelling: raccontiamo il territorio tramite l’emozione
Ho già già parlato di storytelling in un precedente post e l’argomento è così vasto e interessante che eccomi di nuovo a parlarne.
Prendo spunto da un incontro che ho avuto con la titolare di una struttura turistica e, parlando di promozione e comunicazione, è uscita la parola magica: storytelling.

Lo storytelling è l’arte del raccontare, è un metodo di scrittura che usa la narrazione per promuovere idee e trasmettere valori in cui il pubblico possa riconoscersi e provare un senso di appartenenza;non a caso i brand usano lo storytelling per creare un’esperienza unica con il consumatore e creare così un legame diretto e di fiducia con esso.

Ma per il turismo?
Solita cosa. Ovvio che in questo caso non ci sarà da raccontare un prodotto ma da “narrare” un territorio e un territorio come lo narri se non attraverso l’emozione di chi lo vive in quel momento o l’ha vissuto o lo sta vivendo?
Il turismo rispetto a qualche anno fa è cambiato moltissimo: assistiamo ad un turismo attivo, curioso, desideroso di conoscere e comprendere, di vedere e di sapere, di assaggiare e di ascoltare.
Un turismo che ha piacere a condividere in rete la propria esperienza e che tramite i social network ha la capacità di influenzare la scelta di amici e conoscenti .
Raccontare il territorio tramite i sentimenti e l’emozione condivisa diventa quindi un percorso obbligato per chi opera nel settore turistico.

INSTAGRAM: UN’IMMAGINE VALE PiÙ DI MILLE PAROLE
Instagram è un social network nato per la condivisione di scatti tramite tablet e smartphone.
Il concetto è questo: vedo qualcosa, mi piace, mi emoziona, scatto e condivido, o nella rete sociale di Instagram, tramite l’utilizzo di hastag, oppure anche in altri social.
Instagram permette infatti di collegare il proprio account con quello usato sugli altri social network, come Facebook, Forsquare e Twitter, pensate quindi alla capacità di diffusione dell’immagine.
Ritengo che grazie a queste potenzialità di condivisione Instagram sia il canale più adatto per “narrare” un territorio e creare quindi lo storytelling dell’ emozione attraverso le immagini.

Ecco cosa ha detto qualche giorno fa paola faravelli su twitter, come darle torto?

cit.twitter @paola_faravelli

Ecco un post interessante di Enrico Ferretti dove ci illustra qualche esempio di come le strutture turistiche usano Instagram e ci lancia qualche consiglio utile. 🙂

STORYTELLING TURISTICO: DA DOVE PARTIRE?
Una piccolo accenno ad Instagram non deve trarre in inganno, non è l’unico social network da utilizzare.
Raccontare il territorio è qualcosa di molto più vasto e complesso, ha bisogno di una strategia e metodologia ben pianificata e, soprattutto, di tempo: c’è il tempo della semina e poi il tempo della raccolta.
Ma partire si deve ecco quindi i primi passi da fare:

1) avere un sito web (ovvio).
2) creare un blog con contenuti di qualità (scritti da copy professionisti).
3) usare i social network ( instagram, facebook, twitter, youtube, pinterest, google+)
4) seguire qualche blogger che parla del territorio e con il quale puoi interagire
Per me questi sono i primi passi da fare affinché si possa partire con lo storytelling del territorio e quindi far partire una struttura turistica con il piede giusto nell’era digitale. Ogni punto merita un approfondimento che mi riprometto di scrivere..solo che il tempo è così tiranno! Voi cosa ne pensate? Ci sono altri punti che vi sentite di aggiungere e consigliare?

Elena Gorini
theValentino Agenzia di Comunicazione & Ufficio Stile – Pontedera


2 comments

  1. Ciao Ele,
    come promesso sono riuscito stamani a leggere il tuo ottimo articolo!

    Credo che hai centrato nel segno du due piani:
    1) la mancanza di una vera strategia e di professionalità (ma anche a volte ho riscontrato proprio la mancanza di voglia e di interesse … grave perchè dovrebbe far parte del tuo lavoro!) nel gestire la presenza web dell’attività turistica;

    2) narrare il territorio attraverso lo storytelling e le emozioni.

    Praticamente su ognuno di questi 2 punti sto cercando (non da solo) di far nascere dei piccolo progetti proprio perchè il primo è un’evidente mancanza di capacità/conoscenze tra chi si occupa di turismo in prima persona (e quindi si può pensare di trasmettergli queste abilità) e il secondo ci può mettere in grado di raccontare un territorio in modo diverso da come è sempre stato raccontato e rivolgendoci forse a chi ancora non ne ha mai sentito parlare (o almeno molto poco)…

    Quindi direi otimi spunti su cui si apre un mondo vasto di possibilità …e speriamo di lavoro 🙂

    Ciao e buona giornata!

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