Marketing Politico: comunicare le idee

Mi ricordo ancora quando i candidati dei vari schieramenti politici si presentavano in tv: stavano li a parlare un linguaggio fatto di numeri e parolone che nessuno capiva, vestiti con giacche polverose, capelli con pelate nascoste da riporti.. in pratica avevano l’aspetto del “politico”, ciò che dicevano non poteva essere smentito o messo in discussione dalla rete l’elettore alla fine votava più per inerzia che per convinzione.

Poi un giorno del 1994 tutto cambiò e la politica non fu più la stessa, tutto quello che c’era stato prima divenne vecchio e stantio in un istante, successivamente arrivò internet, i forum, la “partecipazione dal basso”, i video messaggi ed i video denuncia, le parole semplici ed affabili, le “pance” della gente e le “teste” degli intellettuali… fino ai tweet senza controllo.

Fatta questa piccola introduzione, ricordiamoci che noi ci occupiamo di comunicazione e marketing e non di politica, ma che queste due “discipline” possono essere utilizzate per la buona riuscita di una campagna politica: il Marketing Politico.

 

Le idee diventano prodotti”

Lo so che questo titolo può sembrare un po’ brutale, ma rende bene ciò che dobbiamo fare e come svilupparlo. Proprio come per un prodotto dovremmo metterci seduti e iniziare un’analisi complessiva per avere l’idea generale di ciò che il cliente vuole “proporre”, analizzare i target del mercato, i punti deboli o quelli di forza e cercare di trovare i mezzi migliori per comunicare il tutto.

1) Chi è il candidato?

La partenza per una buona strategia di marketing e comunicazione è sicuramente iniziare a capire chi è il nostro candidato: quali sono le sue idee, quale sarà la linea politica che vuole perseguire, quali i punti chiave e cosa invece non desidera dire/fare/mantenere. Tutto questo ci servirà per iniziare la nostra campagna e scrivere delle linee guida che dovranno essere chiare e mai discordanti. Una buona analisi ci permetterà di divulgare al meglio le idee ma anche di mantenere una linea mai contraddittoria e sempre coerente. Nel contempo sarà necessario conoscere anche i vari candidati delle opposizioni e quello che propongono: da qui si potranno sviluppare meglio dei concetti che siano “originali” e scegliere i vari “linguaggi” da utilizzare.

2)Analizzare il mercato.

Dopo aver stabilito bene le linee guida per il candidato, passeremo a conoscere meglio l’elettorato e lo scenario al quale si presenterà, per creare al meglio una “relazione” con il target scelto. Come per i prodotti anche le idee devono stimolare un “feeling” con chi le condivide e cosa ci fa apprezzare un prodotto? Perché compro una marca al posto di un’altra? Chi si occupa di marketing sa benissimo che le risposte possono essere molteplici, ma che alcune sono dei punti fissi: perché sono “fidelizzata” in quanto il tal detersivo lo comprava mia madre, di conseguenza presumo che sia ottimo; perché sono attratta dall’aspetto che il prodotto ha; perché ormai sono anni che lo scelgo e non mi ha mai deluso; perché i prodotti sono tutti uguali e allora tanto vale usare questo… ecc.

Anche le scelte politiche vengono fatte più o meno sugli stessi presupposti: l’abitudine che ci impedisce di cambiare, “l’attrazione” verso il candidato o anche l’antipatia verso l’altro schieramento: parlare chiaramente di idee realizzabili, conquistare il cuore della gente e alla fine fidelizzarli, queste saranno le priorità da seguire per iniziare una campagna politica.

3) Strategia di comunicazione.

A questo punto si parte: creeremo un piano editoriale con il candidato, l’ufficio stampa e lo studio di comunicazione che utilizzeremo per pianificare la campagna, gli incontri e le eventuali presentazioni. Come già detto la linea guida ci servirà sia per mantenere la giusta direzione, sia nel caso di contraddittori, per tenere presente i punti focali di tutta la campagna. Un ruolo di fondamentale importanza lo avrà l’ufficio stampa perché sarà quello che dovrà coordinare la maggior parte del lavoro. Una figura altrettanto importante da tenere presente sarà un buon copy writer che aiuterà a sviluppare testi, discorsi e contenuti editoriali.

4) Campagna di Comunicazione.

La campagna di comunicazione volgerà su diverse direzioni e differenti mezzi di comunicazione.

A) Creazione di un sito del candidato con dentro le varie sezioni: dalla bio, alle linee guida, al calendario degli appuntamenti fino ad arrivare alla creazione di un blog personale dove inserire i vari contenuti editoriali.

B) Gestione dei Social Media e dei Social Network: saranno necessari per veicolare al meglio le idee, gli appuntamenti ma anche per gestire eventuali dibattiti on-line.

C) Immagine coordinata da utilizzare su tutta la comunicazione visiva.

 

Questa guida è un supporto a grandi linee per impostare una campagna di marketing politico, ma cosa succede quando il candidato smette di seguire la direzione indicata?

 

Oh My BLOG!!!”

Fra le cose più interessanti per sviluppare un’ottima campagna politica c’è sicuramente il sito internet e dentro questo il blog personale del nostro candidato: attraverso il blog le idee possono veicolare velocemente, essere condivise, possiamo sviluppare un piano editoriale e anche riuscire a sostenere un eventuale contraddittorio ma…e quando tutto finisce? Ci ritroviamo blog abbandonati, articoli che parlano di aria fritta e che nessuno leggerà più, dichiarazioni intelligenti lasciate ai bordi di una campagna. Bene! Se vogliamo fidelizzare il nostro elettorato questa è una cosa da non trascurare: continuare a scrivere, anche in caso di sconfitta, perseverare nelle idee darà sicuramente l’esempio di come la convinzione e ciò che veniva scritto fosse “vero” e “sentito”, mentre, lasciare che gli articoli di un anno prima siano l’ultima traccia del nostro candidato nell’etere non farà altro che aumentare la poca stima che un elettore ne poteva avere.

 

Social allo sbaraglio”

Alle volte ci capita di leggere che politici anche già affermati, si siano dilungati o ingarbugliati in inutili e poco edificanti”battaglie” sui social. Non sarebbe male invece riuscire a seguire la linea editoriale scelta, grazie alla quale, è possibile mantenere un certo contegno durante eventuali polemiche e dimostrare di essere convinti della propria idea. Bisogna ricordare al nostro candidato che una risposta sui Social non è una risposta data solo al nostro interlocutore che ci attacca o ci fa delle domande, ma è una risposta data anche a tutta quella maggioranza silenziosa che ci sta leggendo e che muoverà la sua scelta anche a seconda di ciò che diciamo.

Per finire, nell’epoca ormai di internet, dove tutto rimane scritto, il vecchio adagio latino vale tantissimo: Verba volant, scripta manent!

Spero che il mio post vi sia utile.

 

Saluti

Roberta Dalla Valle

www.thevalentino.it