L’importanza di un budget

Ogni volta che un nuovo cliente ci contatta, esplodiamo di felicità, siamo pronti ad armarci e partire per nuovi progetti, facciamo voli pindarici sul valore aggiunto del nostro lavoro ecc… ma per evitare di progettare un bolide e ritrovarsi invece a guidare un’utilitaria sarebbe bene ricordarsi di chiedere al cliente: ma lei HA UN BUDGET?

La domanda può disorientare, appare talvolta troppo diretta e ci sentiamo rispondere :” Prima volevo capire quanto si può andare a spendere e quanto ci vuole per..”
Purtroppo non funziona così! Siamo noi che prima dobbiamo capire cosa e soprattutto quanto! per due semplici motivi:

– primo: allontanare i così detti “perditempo” ed evitare di lavorare gratis…e “gratis” se prima era un termine morto e sepolto adesso chi osa pronunciarlo è bene che scappi a gambe levate!
A tal proposito il team Zero ha rilasciato in questi giorni una campagna dedicata alla “sensibilizzazione per il rispetto dei lavori creativi” della quale hanno ampiamente parlato tutti i media…ed hanno fatto veramente un ottimo lavoro! Grandissimi!
Vi posto il link del loro canale youtube talvolta foste tornati ora ora da un viaggio ai confini del mondo dove la tecnologia ancora non esiste!

– secondo: per fare chiarezza anche nella mente del possibile cliente e tastare la sua consapevolezza e determinazione.

Ogni volta che si parla di internet, social media, social marketing, pubblicità o altro, il nostro interlocutore ci guarda come fossimo scesi da un’astronave ( tutt’oggi capita ancora..sigh!) è bene quindi ricordare sempre a chi ci ascolta che per far crescere un qualsiasi progetto di comunicazione, più o meno ambizioso c’è bisogno di tempo, dedizione e pianificazione, perciò avere da subito in mente un budget da investire è ottimo per pianificare una strategia a medio/lungo termine.
Non solo, partire con un budget prefissato è per noi molto importante perché abbiamo così modo di capire quanto il nostro “potenziale” cliente creda nella sua idea e sia intenzionato ad investire per realizzarla.

Mettere dei paletti, anche finanziari, serve per evitare spiacevoli fraintendimenti ed “equivoci”che possono andare dall’ infinita serie di prove e modifiche al materiale scelto, al cambiamento totale di un progetto già chiuso e, come spesso accade di questi tempi, alla parte di gestione dei social network.
Bisogna sempre ricordare che questo è un lavoro, non un passatempo e per le imprese avere un budget di partenza è fondamentale per iniziare la collaborazione con un freelance o un’agenzia di comunicazione.
La domanda non deve però intimorire il cliente: possiamo lavorare con qualsiasi budget, ma ricordando che ciò che posso fare con dieci non lo posso fare con uno!

Voi come affrontate la questione budget? Toccate l’ argomento al primo incontro oppure aspettate i successivi appuntamenti?
La vostra opinione mi farebbe molto piacere  🙂

Saluti
Roberta Dalla Valle


2 comments

  1. Buongiorno,
    la questione “HA UN BUDGET” è il nodo, principale se vogliamo, del nostro lavoro.
    Indubbiamente ritengo che sia il modo migliore per impostare un rapporto di collaborazione.

    Per me un nuovo contatto si gestisce meglio, gli comunichi il tuo “modus operandi aggiornato”e quindi ti presenti con le modifiche della passata riunione.. insomma.. te la vendi meglio.

    La questione è il cliente che ha già un rapporto di confidenza (troppa a volte) e, abituato con i vecchi modi di fare, non recepisce le tue nuove esigenze.. o non vuole recepire.

    Certo, è colpa mia, e di chi sennò?

    Visto però che nel nostro settore cambiare agenzia ogni 3/5 anni è una regola, abbiamo impostato questo metodo con tutti i nuovi clienti e devo dire che viene recepita come fonte di chiarezza, quasi a volergli evitare spese aggiuntive.

    Auguro a tutti voi un felice lavoro e saluto con le parole di Daisaku Ikeda, un pacifista giapponese:

    “L’atteggiamento e la determinazione decidono l’evolversi delle circostanze. Ciò che più conta è il nostro cuore.”

  2. Grazie Massimo per il tuo commento.
    Effettivamente hai posto un nuovo spunto di riflessione, ovvero il “cliente abituale”
    Belle parole quelle di Daisaku Ikeda, alla fine il “cuore” vince sempre su tutto! 🙂

    Roberta

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