Progetto editoriale per la rivista Cancer World

Progetto editoriale “Cancer World”
Creazione del nuovo layout grafico per la rivista di divulgazione scientifica.

 

 

Quando il lavoro si svolge tra Pontedera, dove abbiamo la sede operativa, Milano ed Oxford bisogna saper organizzare una buona squadra per evitare che le distanze e le incomprensioni linguistiche vanifichino o rallentino il lavoro e per il progetto editoriale di Cancer World è stato proprio così.

Quando Jacopo Costa Buranelli, il consulente editoriale, ci ha contattato per lo sviluppo della nuovo layout grafico della rivista internazionale “Cancer World” (giornale bimestrale di divulgazione scientifica, edito dalla European School of Oncology), la sua idea era quella di creare un layout diverso rispetto alle edizioni precedenti.
La rivista era arrivata al numero 70 e per il 2016 avevano pensato di festeggiare i 10 anni di pubblicazione dando una nuova veste grafica, un nuovo formato ed un piccolo restilyng del logo e della copertina; in più le immagini principali dei vari articoli dovevano essere delle illustrazioni e non più delle fotografie. Sicuramente uno stravolgimento rispetto al passato!

Il layout – l’importanza dei font.

La progettazione della copertina e quella dell’interno sono andate di pari passo: prima di tutto volevamo usare un numero di font abbastanza ridotto per dare a tutta la grafica una certa uniformità.
La nostra scelta è caduta su il Lucida Bright per la scritta del titolo della testata e per tutti i pullquote interni gli articoli; il Lucida Grande per le didascalie ed i titoli delle foto e il Fairfield per i titoli dei capitoli, i sottotitoli e per i testi interni.

Queste scelte sono state dettate sia dal gusto estetico personale, come ad esempio per il Lucida Bright (font molto conosciuto ma ancora poco usato nell’editoria), che da un bisogno pratico di leggibilità: per un testo interno è sempre meglio scegliere un font con le grazie che un bastoni, in quanto le grazie accompagnano l’occhio nella lettura ed il font Fairfield LH permette di avere molte varianti, sia in bold che in corsivo e le sue grazie non sono “scontate”.

Il layout – Uso del colore

Un’altra scelta progettuale è stata quella di abbandonare, almeno nell’interno della rivista, il colore rosso: dato che i colori hanno un grosso impatto sia visivo che psicologico, usare il rosso per una rivista che parla di cancro ci sembrava troppo “allarmante”, per questo abbiamo deciso che ogni articolo dovesse avere un colore diverso e più rilassante, passando dai toni del celeste a quelli del lilla ed infine il verde e l’arancio scuro.

Modus operandi – La scelta degli strumenti

Finita la parte creativa del progetto editoriale , siamo passate alla parte di impaginazione.
Come dicevo all’inizio del post tutto il lavoro si è svolto fra Toscana, Lombardia e Inghilterra (la stampa è stata fatta a Torino, per questo includerei anche il Piemonte!) e per velocizzarsi, scambiarsi i file, fare le varie correzioni e non rallentare il lavoro abbiamo usato gli strumenti giusti.

Così facendo eravamo tutti contemporaneamente parte del progetto, come in una redazione giornalistica “fisica” e non virtuale!

Bene, iniziamo dal telefono: sicuramente il mezzo più “obsoleto” ma anche quello che ci permette di essere raggiungibili in ogni momento. Non è stato necessario chiamarsi sempre, ma utilizzare gli SMS o i messaggio di Whatsapp permette di potersi scambiare velocemente anche immagini, PDF o files vari da modificare in seguito.

Insieme a questo vorrei citare Skype o Hangout che permettono sia chiamate che riunioni con gruppi di persone.

Passiamo poi alle e-mail: lo so che può sembrare banale, ma avere uno storico subito rintracciabile di quello che abbiamo detto o modificato è sempre utile per ovviare a possibili errori. Per questa parte abbiamo deciso di utilizzare l’italiano solo quando parlavamo con il consulente editoriale, mentre l’inglese è stato scelto per tutte le comunicazioni con più persone facente parte della redazione.

Un altro strumento molto utile, che potete trovare sia gratuitamente che a pagamento è l’utilizzo di uno spazio in “cloud” che permetta di condividere files, cartelline, foto, articoli: noi utilizziamo da anni il servizio fornito da DropBox, ma ce ne sono molti altri ugualmente funzionali.
In pratica, accedendo al servizio di cloud disponibile si crea una cartella condivisa direttamente in locale sul proprio computer che funziona esattamente come una normale cartellina: possiamo aggiungere cartelle, files ecc… l’unica cosa da ricordarsi è che cancellando le cartelle in locale si cancellano anche dal cloud. Le cartelline create a loro volta possono essere condivise con più persone e si può decidere se dare solo un accesso per vedere i contenuti condivisi oppure anche per modificare.

Ultimo strumento che non conoscevo ma che abbiamo scoperto grazie al redattore è stato il servizio dato dall’applicazione asana.com che permette di creare calendari editoriali condivisi e modificabili da tutti quelli inseriti in un gruppo di lavoro.
Questo ci ha permesso di seguire un flusso di lavoro come se fossimo tutti nello stesso posto contemporaneamente, stabilire un calendario editoriale con date e scadenze ben precise e di riuscire a gestire le eventuali variazioni al progetto sia per quanto riguarda la grafica che gli articoli.

Alla fine la stampa: anche per mandare i PDF per preparare le cianografiche prima della stampa definitiva abbiamo utilizzato il cloud, in modo da velocizzarsi in caso di errori trovati durante le ciano. E quando alla fine ti arriva la rivista stampata tra le mani l’emozione è sempre tantissima, come le prime volte che vedevo realizzato un lavoro e stavo per ore ad annusare l’odore della stampa!

Questo post spero sia utile per tutti quelli che hanno intenzione di lavorare con team più complessi e variegati: oggi, grazie alla tecnologia, il mondo si è ristretto e ci permette di lavorare con persone distanti centinaia di chilometri come fossimo nella stessa stanza, manca solo la pausa caffè condivisa!

Buon lavoro a tutti!

Roberta Dalla Valle
theValentino Agenzia di Comunicazione Toscana