Progettare un manifesto per il cinema

Come già scritto in altri post precedenti sono diversi anni che collaboriamo con la casa di produzione Megavideo di Francesco Picone, giovane regista che ha al suo attivo diversi cortometraggi e un lungometraggio prodotto da Uwe Boll. Grazie a questa fruttuosa sinergia abbiamo avuto occasione di creare diverse locandine per i suoi film e coniugare la passione per il cinema con il nostro lavoro.

I manifesti che abbiamo realizzato sono tutti per film di genere Horror che spaziano dai vampiri, gli zombie fino ad arrivare all’ultimo che parla di possessione e fantasmi…roba da paura, per capirci!!!

Ed ecco il manifesto per il suo nuovo lavoro: “DEAD BRIDE”

Dead Bride, regia di Francesco Picone - poster graphic design by theValentino

L’IMMAGINE CHE RACCONTA

La domanda che mi è stata rivolta più spesso da chi ha visto il manifesto finale è stata: ma tu avevi già visto il film? La risposta è no!

Quando iniziamo un progetto noi siamo solo una piccola parte dell’insieme che lo comporrà e molto spesso siamo nella fase dove le riprese sono appena iniziate o manca il montaggio, in pratica all’embrione del progetto. Le uniche informazione di cui disponiamo sono la trama ( che ci racconta il regista talvolta in modo moooooooolto visionario!!!) e l’idea che vorrebbe trasmettere attraverso la locandina, più alcune immagini di scena che potremmo utilizzare nel artwork finale.

IL LINGUAGGIO VISIVO DEL MANIFESTO CINEMATOGRAFICO

Un’altro spunto è sicuramente il trend del momento in fatto di linguaggio visivo: i manifesti cinematografici, come tutto quello che è legato alla comunicazione visiva sono soggetti alla “moda” del momento, questo non vuol dire che dobbiamo per forza stare dentro una linea ben definita di linguaggio, ma che capire e vedere come si muovono gli altri ci potrebbe aiutare a scegliere un’immagine invece di un’altra (basti pensare al trend degli attori su sfondo bianco con scritta rossa e nera che aveva colpito il cinema italiano fino a un anno fa e che per fortuna è finito!).

In più ogni genere ha il suo linguaggio ed il suo metalinguaggio: se progetto un manifesto per una commedia romantica andrò a scegliere un taglio visivo, dei colori, un lettering, delle immagini e una grafica molto diversa rispetto ad un film di avventura, epico o di orrore; so che questa cosa può essere scontata, ma quando ancora esistevano numerose videotece per il noleggio dei film mi ritrovavo a guardare le copertine e a scegliere film in base anche a quello che mi trasmetteva l’immagine e alle volte la delusione era proprio dietro l’angolo!

HORROR: CHE PAURA!

Alla fine, dopo tutte le informazioni che sono riuscita a carpire dal regista e la documentazione sullo grafic etc. , conta  l’immaginazione e la creatività: penso sempre a una locandina che vorrei vedere sulla copertina di un DVD o all’entrata del cinema; qualcosa che mi faccia venire la curiosità di entrare e guardare quello che verrà proiettato.
Una suggestione, un’ispirazione.

Per questo lavoro “Dead Bride”, una storia di fantasmi, possessioni ed esorcismi, l’idea che volevo trasmettere era quella “spaventosa” di una presenza che esce dal buio, in pratica la paura di tutti del mostro che si annida negli angoli delle nostre case, la notte a luce spenta o sotto il letto.
E non importa se non siamo più bambini da un pezzo…almeno una volta all’anno non ci guardate sotto il letto per vedere se il mostro è sempre lì? 😛

Spero di aver colto nel segno!

Intanto godetevi il trailer e buona visione!

Roberta Dalla Valle
theValentino Agenzia di Comunicazione Toscana